Una rapida transizione con una crescita inclusiva - Una prospettiva dal CBI Annual Forum 2018

Il Forum annuale 2018 del Climate Bonds Initiative ha visto una grande partecipazione, con uno scambio tra importanti azionisti ed emittenti e investitori. Come nelle edizioni precedenti dell’evento, sono state discussi vari aspetti riguardanti argomenti climatici e di green finance, ma quest’anno nel programma sono emersi argomenti su tematiche sociali, con una tavola rotonda dedicata interamente alla Just Transition.


Samantha Smith, Direttrice alla Just Transition Centre di ITUC, ha aperto la sessione presentando come la transizione verso la sostenibilità e l’energia rinnovabile stia portando importanti cambiamenti tra le varie società del mondo, con un maggior rischio di disuguaglianze sociali. “Just Transition (…) riguarda le comunità dimenticate mentre andiamo verso le energie rinnovabili e verso metodi di produzione sostenibili”, afferma Smith. Il percorso verso la sostenibilità creerà più lavori, ma altre figure professionali stanno già diventando obsolete lasciando i lavoratori senza i mezzi per provvedere a se stessi e le loro famiglie, e tutto ciò non può essere ignorato.


Un processo di negoziazione (dialogo sociale) tra i lavoratori colpiti, le loro unioni/sindacati e le loro comunità è fondamentale così da assicurare che il peso del cambiamento che sarà di vantaggio a tutti non venga distribuito sproporzionatamente solo su alcuni, provvedendo giustizia sociale ai lavoratori, alle donne, ai poveri e ai gruppi oppressi. Le pensioni dei lavoratori e le indennità sociosanitarie dovrebbero essere preservate e gli stessi dovrebbero ricevere istruzione e formazione per muoversi verso nuove industrie.
Il ruolo degli investitori e degli emittenti di obbligazioni verdi è essenziale in questo processo. Dove esiste la volontà di muoversi verso la sostenibilità, Just Transition è visto come una opportunità e non come un ostacolo. Nello stato di New York, i lavoratori hanno creato Climate Jobs NY, una coalizione di sindacati nei settori energetici, di costruzione e del trasporto, uniti per combattere il cambiamento climatico, invocando una giusta transizione (Just Transition). L’alleanza ha contribuito alla creazione di Clean Climate Careers, una iniziativa condotta dal governo dello stato di New York, con lo stanziamento di $1,5 miliardi per proposte di sviluppo per energie rinnovabili. L’obiettivo è quello di rendere New York il nuovo fulcro della green economy americana, con una produzione di 2,2 gigawatt di energia proveneinte dall’energia eolica e con la creazione di 40.000 nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili e sostenibili entro il 2020.


La Climate Jobs Coalition è un esempio della sinergia efficace che può essere creata tra i settori pubblici e privati per realizzare una Just Transition. Sagarika Chatterjee, Direttore Associato per le Politiche e Ricerche a Principles for Responsible Investments (PRI), ha enfatizzato come il settore privato dovrebbe imparare da questi successi, adottando un approccio olistico per integrare principi SDG ed assicurare sia la sostenibilità che la Just Transition. La PRI ha lavorato con quest’ultimo obiettivo fornendo evidenza dell’impatto fisico che il cambiamento climatico ha avuto sulle comunità locali, e allo stesso tempo guidando l’impresa privata verso investimenti sostenibili ed etici.
I consulenti finanziari stanno iniziando ad includere aspetti sociali nei loro approcci, come visto all’interno del CLIMATE ACTION 100+. L’iniziativa si sviluppa in un piano quinquennale diretto dagli investitori per creare un dialogo con i principali emittenti aziendali di gas serra per migliorare la gestione del cambiamento climatico e per frenare le emissioni. Il piano, inoltre, esplorerà e promuoverà nuovi metodi per incorporare una prospettiva sociale in investimenti verdi. Tutto ciò è incoraggiante ma non è ancora nella norma e più aziende private dovrebbero aprire la strada verso la Just Transition.


Il gruppo assicurativo Generali si sta muovendo in questa direzione. Lucia Silva, Responsabile della Sostenibilità e della Responsabilità Sociale, ha spiegato come l’integrazione all’interno del loro lavoro di una dimensione sociale non sia stata immediata. Una delle sfide principali che la compagnia assicurativa ha dovuto affrontare è stata quella di definire un’attività relativa al carbonio e di stabilire i criteri per escludere le aziende coinvolte in queste attività dai loro investimenti. Generali ha adottato uno dei criteri più severi riguardo alle “attività relative al carbonio” in circolazione: se il 30% del fatturato di una produzione aziendale è connessa al carbone, esse non si qualificheranno per lavorare con la compagnia. Per promuovere ulteriormente il passaggio verso le energie rinnovabili, Generali ha rinunciato a 2 miliardi in investimenti sul carbone. Alcune esenzioni temporanee per quegli investimenti fatti in stati ancora molto dipendenti dal carbone sono state messe in atto. Generali continua a cercare un dialogo con queste aziende, sostenendo il fatto che lo spostamento verso le energie rinnovabili e un piano per transitare i loro dipendenti sarà una parte fondamentale dei loro affari a lungo termine.


Una prospettiva differente è stata presentata da Rathin Roy, Direttore e Amministratore Delegato di NIPFP. Parlando dei cambiamenti che sta affrontando l’India, Roy ha evidenziato come nelle economie emergenti, il concetto di una Just Transition sarebbe un lusso impraticabile. In uno stato dove la mancanza di lavoro è sinonimo di morire di fame, sarebbe già una conquista quella di allontanare le persone da lavori indecenti, migliorando la loro qualità di vita. “In India c’è poca transizione da fare dato che ciò che serve è una trasformazione culturale”, Roy ha continuato con “la promozione di una crescita interna sostenibile”. Il metodo per stimolare questo processo risiede all’interno di importanti investimenti nel mercato verde. Fondere investimenti in obbligazioni verdi e traguardi sociali come l’edilizia, la sanità e l’istruzione, creerà una nuova cultura, portando verso la sostenibilità, l’edilizia, la sicurezza alimentare ed impieghi dignitosi per tutti.

Chiara Soletti

 

Pubblicato internamente da e per Climate Bonds Initiative

 

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