Dialogo intergenerazionale: approvata storica risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU

Durante la sessione plenaria di giovedì scorso qui alla COP21, è stata segnalata l’adozione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite della risoluzione 2250, documento interamente dedicato al ruolo dei giovani nei processi di sicurezza e di peace-building a livello mondiale.

La risoluzione è stata promossa dalla Giordania e rappresenta un riconoscimento senza precedenti dell’urgente necessità di coinvolgere giovani leader nella lotta al terrorismo e nei processi di riconciliazione, e l’adozione giunge in un momento storico in cui 600 milioni di giovani donne e uomini vivono in zone di guerra e sono esposti ad un alto rischio di coinvolgimento da parte di organizzazioni terroristiche. La risoluzione richiama gli stati membri ad aumentare l’inclusione dei giovani nei processi decisionali ad ogni livello ed instaurare meccanismi di prevenzione e risoluzione dei conflitti a cui sia garantito loro l’accesso.

L’Assistente Segretario Generale per il Peace-building Support, Oscar Fernandez-Taranco ha dichiarato: “con l’adozione della SCR 2250, il Consiglio di Sicurezza ha fatto la storia. Il riconoscimento del ruolo decisivo dei giovani nella costruzione della pace e nel garantire la sicurezza internazionale comporterà un cambiamento nelle modalità in cui la comunità internazionale cerca di porre fine alla violenza e costruire società pacifiche ed inclusive. Giovani donne e uomini hanno lavorato incessantemente per la pace e la riconciliazione nelle loro comunità e con questa risoluzione il loro lavoro riceve il riconoscimento che merita”.

Dello stesso avviso Ahmad Alhemdawi, Inviato Special per i Giovani del Segretariato Generale delle Nazioni Unite, che ha aggiunto: i giovani per troppo tempo sono stati rappresentati solo come perpetratori e/o vittime della violenza (…) La risoluzione rappresenta un passo avanti nel cambiare la tendenza a una loro rappresentazione negativa”.

Con l’adozione di una risoluzione tanto significativa per i giovani, la comunità internazionale manda un messaggio importante: le necessità di tutte le generazioni all’interno della società non possono essere ignorate ed è fondamentale che tutti vengano coinvolti nella risoluzione dei problemi del nostro tempo. Ci auguriamo che questo messaggio passi anche qui ai negoziati sul clima e che il principio di equità intergenerazionale, per il quale Italian Climate Network si sta battendo, rimanga nel testo finale nell’accordo di Parigi.

Chiara Soletti

Pubblicato per Italian Climate Network sul sito dell’organizzazione.